Festa della Cipolla: FESTA O SAGRA?

Potrebbe sembrare un titolo alquanto stupido questo, dato che in una sola riga contiene già la risposta alla domanda che stiamo cercando…ma in realtà non è poi così scontata. Prima di cercare di strecciare il nodo alla questione, facciamo un passo indietro. Che cos’è e quando nasce la Festa della Cipolla di Cannara?

Possiamo dire che oggi è uno degli eventi più importanti per numero di prensenza, dopo Umbria Jazz, dell’Umbria e l’unico, ad oggi, che tiene veramente vivo il paese di Cannara. A settembre 2020 festeggeremo insieme i suoi 40 anni (Dal 1° al 13 settembre 2020).

Ma come nasce?

Nell’oramai lontano 1980, non si trattava altro che di piccole bancarelle messe lungo le vie del paese in cui si facevano, più che piatti a base di cipolla, potremmo chiamarle delle stuzzicherie. Un vero e proprio street food in formato ridotto. È con il tempo, con la passione e con il successo che questo prodotto della terra riscuoteva, che si è andato trasformando in quello che è oggi.

Una vera e propria sagra, come tante altre che si trovano nel circondario in fondo. Coloro che hanno dato vita e questo grande ecosistema sono le associazioni del territorio. Nel corso degli anni se ne sono succedute diverse, nuovi stand sono nati e altri hanno chiuso.

Gli Stand Gastronomici

Tra le prime possiamo ricordare El Cipollaro, lo stand gestito dall’ASD Cannara, Al Cortile Antico, gestito dall’Avis Comunale di Cannara, e Il Giardino Fiorito, gestito dalla ProLoco del paese. Tra i primi stand a nascere ricordiamo anche quello de Il Pescatore, gestito dall’associazione dei pescatori di Cannara, che oggi ha lasciato il posto allo stand Rifugio del Cacciatore. Con il tempo è nato anche lo stand La Taverna del Castello, associazione de Gli amici di Collemancio, che si occupano della gestione della Festa del Vino, altra storica festa, del mese di luglio, che nasce in questo piccolo borgo in collina, Collemancio appunto, frazione di Cannara.

Ultimo tra gli stand a nascere è quello de La Locanda del Curato, stand gestito dall’ANSPI di Cannara. 

Quello su cui vorrei che ti soffermassi un attimo, sono proprio queste foto. Come è possibile percepire, si tratta di piatti elaborati, che non è solito trovare in nelle sargre di paese.

Dall’antipasto al dolce piatti a base di cipolla mai banali né scontati: a partire dalla pizza alla cipolla, che ogni stand propone secondo la sua ricetta segreta, ai dolci come i bomboloni ripieni di crema alla cipolla. E’ proprio questo quello che ha resto famosa la festa: l’ampia scelta gastronomica.

I menù

Ogni stand ha il proprio menù consultabile nella sezione menù del sito www.festadellacipolla.com e di anno in anno vengono proposti piatti nuovi in sostituzione di altri, ma solitamente i piatti cult, come la parmigiana di cipolle, non vengono tolti.

Altro fattore che stupisce, non più i cannaresi oramai, ma le persone che vengono a mangiare da fuori è la qualità del servizio: i commensali non devono fare altro che trovare un posto al tavolo. Saranno poi i camerieri ad arrivare ed a occuparsi degli ospiti dall’ordinazione al conto.

Oltre all’ampia offerta gastronomica, troviamo eventi culturali, spettacoli e ospiti di diverso calibro e genere che si esibiscono durante tutte le 12 serate della Festa. Negli ultimi anni il consiglio dell’Ente Festa della cipolla, che vede come presidente Roberto Damaschi, ha proposto alle varie associazione di tenere gli stand aperti anche la domenica a pranzo. Strategia molto apprezzata sia dai turisti che vengono da fuori regione e che hanno la possibilità di intrattenersi più a lungo e con calma a Cannara e dintorni, sia dagli espositori e negozianti cannaresi.

E quindi…Festa o Sagra?

Negli ultimi anni all’interno delle cucine dei vari stand troviamo delle vere e proprie equipe di cuochi ad aiutare i tantissimi volontari del paese (dai bambini di 6 anni ai signori settantenni) necessarie a coprire la mole di coperti che si ritrovano a fare ogni giorno.

Dal 2018 anche lo chef stellato Gianfranco Vissani e la sua equipe di professionisti sono andati a dare il loro contributo, per tutta la durata della festa, allo stand Al Cortile Antico – Avis Cannara.

La presenza di uno Chef del suo calibro ha portato non poche critiche allo stand che ha deciso di abbracciare la sua cucina: c’è chi lo ama, c’è chi lo odia, ma soprattutto c’è anche chi giudica senza conoscere.  Lasciando da parte questa ultima parte di pensiero che non porta alcun tipo di valore all’articolo in questione poiché intriso di cattiveria ed invidia, tra le altre due scuole di pensiero c’è un abisso in mezzo.

I primi, apprezzano moltissimo la possibilità di poter assaggiare dei piatti ideati dallo Chef ad un prezzo da festa paesana, gradendone gli accostamenti particolari tra materie prime ricercate e raffinate; i secondi, più tradizionalisti, non condividono il fatto che lo stand di una “sagra” abbia subito dei cambiamenti drastici che hanno portato a rivoluzionare un menù da tradizionale a gourmet.

Cosa c’è nel futuro della Festa della Cipolla di Cannara?

Non sappiamo ancora quali decisioni prenderà il consiglio della PorAvis Cannara in merito a sé richiamare o meno lo Chef Vissani anche per questa quarantesima edizione (in tal caso sarebbe il terzo anno di collaborazione), ma di sicuro, se qualcuno di loro leggerà mai questo articolo, possiamo dirgli di non preoccuparsi: qualsiasi decisione prenderete, scontenterete qualcuno. Quindi la domanda è: è meglio cercare di capire quale parte conviene scontentare o quale sentimento è più giusto abbracciare? Quello del progresso come pionieri di una ulteriore evoluzione delle Festa della Cipolla, o vedere nella tradizione l’unica possibile scelta solo perché ci troviamo in un piccolo paesello di provincia dove l’evoluzione della specie non è nemmeno contemplata nell’ordine del giorno?