Home Sweet Work

Smart working

E’ curioso come dal concetto di Home Sweet Home siamo passati al concetto Home sweet Work.⁣

Le statistiche riportano dati interessanti di ore di tempo risparmiato in mezzo al traffico (circa 3 anni e mezzo) in questi 3 mesi di lavoro agile…ma ALT! Dobbiamo andarci con i piedi di piombo. ⁣

In questi mesi ci siamo improvvisati tutti smart worker. Sì, hai capito bene. Gli esperti lo chiamano smart working di emergenza.

Ne parlano in un bel video approfondito la psicologa e psicoterapeuta Maria Maggi insieme a Livia Liberatore di Mashable Italia. Trovi tutto l’articolo completo qui.

Un lavoro agile a regola d’arte prevederebbe un luogo a parte, che possibilmente non “infetti” il posto in cui si vive.⁣

Dunque la contaminazione del proprio nido domestico fa in modo che questo non sia più il luogo sicuro dove potersi rifugiare una volta finito il lavoro d’ufficio, perché non ci sono più confini né barriere.⁣

Inoltre un sondaggio di Linkedin ha dimostrato che il 48% degli intervistati ha affermato di lavorare 1 ora in più al giorno, mentre il 22% comincia le giornate in anticipo, lavorando dalle 8 alle 20.30⁣.

Consigli utili


Devi cercare di darti delle regole in casa:⁣

  1. Non appoggiare il tuo portatile in una zona al di fuori di quella destinata al lavoro: non metterlo sul tavolo in cui mangi, né sul letto, né sul divano.⁣
  2. Prendi un nastro adesivo, o se preferisci rendi questa divisione solo mentale e delimita la zona work dalla zona home… creati un angolo in casa e quello sarà la tua area lavoro. Tutto ciò che si trova al di là cerca di non contaminarlo. ⁣

    Ne gioverai tu e le persone che vivono con te.⁣

Se vuoi dare un’occhio ai nostri appartamenti e magari pensare di venire a fare smart working qui da noi nel bel mezzo della campagna lontano da distrazioni per cercare di riappropriarti del tuo tempo libero, clicca qui.